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#JeSuisCharlie, l’attivismo e la polis

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No, mi dispiace. Quello che è successo ieri a Parigi riguarda tutti noi, in prima persona. Come giornalisti, come attivisti, come cittadini.

Riguarda ogni cittadino in qualità di appartenente ad una società e ogni essere al mondo con diritti, doveri e identità all’interno dell’organizzazione umana. È una questione politica, se ancora ricordiamo almeno un po’ cosa polis voglia dire.

Quello che è successo ieri a Parigi riguarda ogni nostra battaglia di civiltà. Ha a che fare con tutte le lotte, anche con quelle con cui non siamo d’accordo o quelle che sembrano non c’entrare nulla. Riguarda l’attivismo in modo quasi banale, e lo riguarda anche quando quell’attivismo non si occupa di libertà di espressione, di libertà di stampa, di libertà di satira e di libertà di religione. Perché qualsiasi attivismo si occupa prima di tutto — o si dovrebbe occupare — di rispetto dell’altro.

Libertà di espressione, di religione e di satira sono l’humus in cui qualsiasi attivismo vive. La base minima di ogni battaglia per cui ci si possa sporcare le mani.

Scene di guerra a casa nostra ci ricordano semplicemente che il terrorismo non è mai una risposta. Mai, nemmeno per noi che ne facciamo spesso con stile diverso e poi lo mascheriamo da lotta per la civiltà. Ci ricordano che la follia di uomini armati di kalashnikov, freddi, militari e assassini è tale ovunque accada. A me ricorda che in troppi posti del mondo quei kalashnikov sono la quotidianità a cui assisti per strada.

 

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Sallusti: “le peggiori nemiche delle donne? Sono le donne”. L’intervista

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Si autodefinisce “maschilista”. Piuttosto che usare violenza contro una donna si farebbe “uccidere”. Alessandro Sallusti è dal 2010 direttore responsabile del Giornale. Giornalista di lunga data, è spesso al centro di polemiche: di certo non si preoccupa di essere politicamente corretto. Le “peggiori nemiche delle donne sono le donne”, dice, perché il mondo del lavoro “è una battaglia: non necessariamente sleale o cruenta, ma pur sempre una battaglia” in cui le donne “si devono confrontare con gli uomini e con le altre donne. E le dinamiche relazionali femminili sono un ostacolo”.

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Di donne, autostima e ottimismo. Intervista a Luisella Costamagna

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Ripartire dal ruolo delle donne: dalla quotidianità e dall’autostima. Già, perché “autostima” è parola difficile, troppo spesso una vera e propria conquista per una donna. Ne abbiamo parlato con la giornalista Luisella Costamagna. Lei, volto dell’informazione televisiva tra i più noti, non è certo una che la manda a dire. Solo pochi mesi fa ha lasciato Servizio Pubblico dopo la controversa puntata con l’ex premier Silvio Berlusconi.

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Giornata mondiale libertà di stampa: giornalisti presi di mira nel conflitto siriano

Scores of journalists reporting on human rights abuses in Syria have been killed, arbitrarily arrested, detained, subjected to enforced disappearances and tortured over the last two years.© REUTERS/Shaam News Network/Handout via Amnesty

Scores of journalists reporting on human rights abuses in Syria have been killed, arbitrarily arrested, detained, subjected to enforced disappearances and tortured over the last two years.© REUTERS/Shaam News Network/Handout via Amnesty

Nel corso degli ultimi due anni in Siria, decine di giornalisti sono stati imprigionati ingiustamente, torturati, sottoposti a sparizioni forzate e uccisi dalle forze governative e dai gruppi armati d’opposizione, nel tentativo di impedir loro di occuparsi della situazione del paese, comprese le violazioni dei diritti umani.

In un rapporto reso pubblico in occasione della Giornata mondiale per la liberta’ di stampa, Amnesty International descrive decine di casi di giornalisti presi di mira dall’inizio della rivolta del 2011 e rende omaggio al ruolo determinante dei citizen journalist, molti dei quali rischiano la vita per informare il mondo su cosa accade in Siria e, come i loro colleghi professionisti, vanno incontro a rappresaglie.

I giornalisti non sono gli unici obiettivi civili, ma finora 36 di loro sono stati uccisi in quelli che sono apparsi attacchi mirati. Continua a leggere

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Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Modadiscio, 20 marzo 1994.

18 anni dopo un unico colpevole, un processo a porte chiuse e nulla di nuovo.

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