Radio Bullets, #donnenelmondo del 3 marzo 2015

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Salve a tutti da Angela Gennaro e benvenuti a #donnenelmondo su Radio Bullets.

Ascolta #donnenelmondo del 3 marzo 2015 su Radio Bullets.

Apriamo con il Nepal. Una donna di 30 anni è stata violentata sabato nel distretto di Dhanusha, nel Nepal Centrale, da un branco di uomini, una decina, che, secondo The Himalayan Times, dopo averla stuprata le hanno mutilato gli organi genitali. La donna, mamma di un bambino di undici anni con cui viveva, otto anni fa aveva abbandonato il marito, senza divorziare. Il branco è entrato in casa forzando la porta di ingresso, ha sottoposto la trentenne a ripetute violenze, ha mutilato i suoi genitali con un coltello e ha rubato gioielli e denaro prima di andarsene. La vittima e’ stata ricoverata in un ospedale e la polizia ha arrestato sette sospettati.

“Una brava ragazza non se ne va in giro alle nove di sera”. Parola di Mukesh Singh, autista di autobus che ha partecipato, nel dicembre del 2012 allo stupro di gruppo di Jyoti, una studentessa di 23 anni rea di trovarsi sul suo autobus a Delhi, in India. “Una ragazza è molto più responsabile di stupro di un ragazzo. Ragazzi e ragazze non sono uguali”, spiega in un’intervista alla BBC dal carcere. Singh ha abusato di Jyoti con un palo di metallo insieme ad altri uomini. La ragazza è morta due settimane dopo a causa delle ferite riportate e la sua morte ha scatenato un’ondata di repulsione e proteste in tutto il mondo. I lavori di casa e le pulizie sono per le ragazze, spiega l’uomo. Non certo andare in giro per discoteche e bar a fare cose sbagliate indossando i vestiti sbagliati. La percentuale di ragazze definite “buone” da Sigh? Il 20%.

Secondo le statistiche nazionali ufficiali, ogni giorno vengono stuprate 93 tra donne e ragazze in India.

Egitto, Il Cairo. La storia di Samah Hamdi è le storia di tutte quelle giovani egiziane che alla soglia dei 30 anni sono considerate donne a metà perché non ancora mogli e madri. Ne parla Zenab Ataalla su NOIDONNE. Leggiamolo insieme. “In Egitto, dopo gli studi superiori o universitari le donne hanno il dovere di sposarsi, e se questo non accade, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Nel tentativo di fare luce su questa questione, Samah Hamdi decide di realizzare un video con il tentativo di rompere con l’idea tradizionale, condivisa peraltro dalla maggioranza della società, che l’obiettivo principale di una donna sia quello di trovare marito e formare una famiglia. Intenzionata a protestare contro questi pregiudizi, decide così di indossare un abito da sposa e camminare per le strade della capitale egiziana, cercando di cogliere le reazioni delle persone che incontra per strada. Un racconto fatto di immagini che si snoda in tre giorni di riprese e fotografie volte ad immortalare la vita quotidiana della ragazza che esce di casa, cammina tra la gente, prende la metro ed arriva al lavoro, raccogliendo complimenti e a volte le derisioni di chi la incrocia.

E finiamo con la Turchia dove da un recente sondaggio dalla Direzione generale della sicurezza emerge che tutte le intervistate hanno dichiarato di essere state esposte a violenza sessuale o fisica dopo aver compiuto 15 anni. Una violenza operata da uomini vicini, partner, famigliari, famigliari del marito, parenti vari, persone a scuola o al lavoro. Il 7% delle donne ha aggiunto di aver subito violenza prima dei 15 anni. Tre donne su dieci con un livello di istruzione superiore hanno detto di essere state esposte a violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Anche le donne sposate sono vittime di violenza in Turchia. Il 39 per cento di loro è stata esposta a violenza fisica, mentre il 15 per cento è stata vittima di violenza sessuale. Il tasso di violenza emotiva e psicologica contro le donne sposate è ancora più elevato e arriva al 44 per cento. Quasi un quarto delle donne intervistate ha detto che il marito o il partner non consente loro di lavorare. Il 23 per cento racconta di essere stata costretta da marito o partner a lasciare il posto di lavoro.

E anche per oggi è tutto. Appuntamento alla prossima settimana con #donnenelmondo su Radio Bullets.

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