Radio Bullets, #donnenelmondo del 25 febbraio 2015

turkeyminiSalve a tutti da Angela Gennaro e benvenuti a #donnenelmondo su Radio Bullets.

Ascolta Nel mondo delle donne – Rubrica

Anche questa settimana apriamo con le notizie dalla Turchia. Aslan Özgecan, lo ricorderete, studentessa di 20 anni, è stata violentata, uccisa e bruciata lo scorso 13 febbraio. Da allora il Paese è stato percorso da una serie di manifestazioni e proteste culminate nel funerale della ragazza, quando la bara è stata portata a spalla da delle donne. Dopo l’atroce femminicidio il presidente turco Erdogan aveva definito la violenza contro le donne una “ferita sanguinante” per il Paese, salvo poi esortare le donne stesse dallo scendere in piazza a manifestare. E fa discutere la notizia, trapelata proprio negli stessi giorni, della direttrice di un liceo che ha proposto di creare gruppi di ragazzi ‘molestatori’ per dissuadere le ragazze che indossano gonne troppo corte. La ha risposto un ragazzo, Erkan Dogan, che attraverso i social network ha lanciato una campagna: uomini in minigonna per smuovere le coscienze. Uomini in minigonna dalla parte delle donne che in Turchia subiscono violenza. Uomini in minigonna che hanno incassato anche l’appoggio di Emma Watson su Twitter, con un hashtag impronunciabile che in italiano suona, più o meno così: uomini in minigonna per Ozgecan.

In Cambogia, tre ragazze hanno ottenuto un importante riconoscimento per il loro lavoro di unione tra tecnologia e lotta alla violenza contro le donne, grave problema nel paese del sud-est asiatico. Con la vittoria alla prima edizione del Premio VXW le ragazze avranno ora fondi e assistenza per promuovere ulteriormente il loro progetto sugli smartphone e on line. Bunn Rachana, una delle vincitrici, si occupa di violenza contro le donne da otto anni. Il suo ultimo progetto, insieme alla sezione britannica di ActionAid, intende promuovere la sicurezza per le donne nelle aree urbane. Perché le molestie, in Cambogia, sono all’ordine del giorno. “Soprattutto per strada, quando siamo da sole, capita sempre di essere infastidite: baci, ammiccamenti, commenti sessuali”, spiega Rachana.

Il Daily Mail ha classificato il Marocco tra le destinazioni turistiche più pericolose al mondo per le donne. Il quotidiano britannico ha selezionato una serie di destinazioni popolari che le viaggiatrici, soprattutto se da sole, dovrebbero visitare con cautela. Il giornale ha descritto il Marocco come un paese “in cui le donne possono essere esposte a misoginia, possono essere infastidite, e in alcuni casi possono correre veri e propri pericoli”. Il Marocco ha, dice il Daily Mail, scarso rispetto dei diritti delle donne, e le viaggiatrici devono auspicabilmente vestirsi con discrezione e coprirsi. Dopo la rivoluzione del 2011, secondo il giornale, il paese è precipitato in una spirale di instabilità e ha visto un’ondata senza precedenti di violenza sessuale contro le donne. In cima alla lista delle nazioni più pericolose per le donne turiste balza comunque l’India, dove gli stupri di gruppo di donne locali e di turiste hanno raggiunto livelli preoccupanti in alcune parti del paese. Ci sono rapporti che parlano di una violenza sessuale segnalata ogni venti minuti. Al secondo posto il Brasile, seguito da Turchia e Tailandia.

In India una ragazza quattordicenne è stata violentata, presumibilmente dallo zio, nella sua stanza nel quartiere dormitorio Kanchanbagh a Hyderabad. L’accusato, secondo India Today, ha 25 anni ed è uno studente. La polizia lo avrebbe già interrogato.

E sono in aumento gli episodi di violenza verbale, spinte e sputi contro le donne col velo a Melbourne. Secondo il Sidney Morning Herald l’Islamophobia Register, che raccoglie segnalazioni di violenza e molestie contro i musulmani australiani, riporta una serie di incidenti in cui le donne sono state assalite e abusate davanti ai loro figli. Questi casi hanno avuto un picco in seguito all’assedio del Sydney Lindt Cafe – 16 ore di terrore, lo scorso dicembre, culminati con la morte del sequestratore, un iraniano accusato di omicidio e violenze sessuali, e di due ostaggi – e in occasione del recente dibattito sul divieto del burqa.

E per oggi è tutto. Appuntamento alla prossima settimana con #donnenelmondo su Radio Bullets.

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